About Chiara

LA MIA VITA, COME SONO ARRIVATA QUA ( VERSIONE DETTAGLIATA ;) )

Ciao io sono Chiara Mariagiulia. Chiara é il mio nome, Maria il nome della mamma del mio papá e Giulia della mamma della mia mamma, che maraviglia! Poi c'era anche Giovanna, che ho dovuto togliere per complicazioni burocratiche, ma che per me é molto dolce e divertente perché rispecchia la abbondanza e la generositá che caratterizzano il mio papá. Che vi presenteró perché lui é alla base delle Formiche gentili in Madagascar.

Ho trascorso tutta la mia infanzia a giocare in campagna, con le toppe sui pantaloni e il ginocchio sempre sbucciato. Pomeriggi interi a cercare di fiori di campo e a scrutare i formicai con la mia cagnolina Fix, amica impareggiabile e compagna di avveture! Le arrampicate sugli alberi con mio fratello, guardia e ladri, acchiaparello e nascondino. Questa é la semplicitá che mi ha insegnato la natura. La gentilezza per quello che mi sta intorno, il tempo che scorre lentamente e l'amore per le cose autentiche.

Poi tutto accelera, si cresce. Inizio ad ignorare lo sguardo deluso di Fix, con la coda che ancora scodinzola mentre salgo le scale, perché ci sono cose piú importanti da fare, i compiti, il pianoforte, le amichette, la danza. Poi viene il liceo, che vola. Un giorno vado a scuola e sento i compagni che chiaccherano sui test di ammissione allúniversitá, hanno le idee cosí chiare. Accelera ancora tutto e mi ritrovo a fare i test di ingresso per l 'universitá, dall'altra parte dell'Italia.

Tutti attorno a me hanno fretta di diventare grandi, di arrivare alla meta. Io mi sento ancora piccola, ma a scuola ho imparato che non posso essere da meno, sono abituata a correre senza chiedermi perché! Divento un Ingegnere, volo a San Francisco per fare la Tesi a Berkeley, che brillante questa ragazza! E corro, corro sempre piú veloce, perché le persone attorno a me corrono e sono sempre avanti, instancabili, ma cosa stanno rincorrendo? Come fanno a sapere quale é la meta? mi chiedo. Non saprei, ma nel dubbio continuo a correre!

Intanto mio fratello si ammala, un linfoma. Allora per la prima volta mi fermo. Ammiro la forza di mio fratello! Ma dove la prende? Non ha paura, combatte e ha anche vinto! Ma Contemporaneamente vengo tradita, proprio mentre sono piú vulnerabile. In questo momento in cui sono cosí ferita, il colpo va molto in profonditá. Nell'arco di un anno mi crolla di nuovo il mondo addosso. Inizio a chiedermi quale sia il senso della vita…per cosa sto correndo? Non ricordo piú.

Cerco di raccogliere i pezzi e ricomincio a correre. Perché mi sono fermata mentre tutto il mondo ha continuato a correre, sono indietro! Mi trasferisco a NY, la Cittá che non dorme mai! Lí tutti sono dei professionisti, maratoneti o velocisti. I migliori nella corsa della vita stanno tutti lí. Correranno piú veloci degli altri o piú astutamente, ma arriveranno primi! Vivo qualche anno nella patria della bottiglietta usa e getta di plastica. Nella patria dove non c'é il tempo di fermarsi per preparare un pasto con le proprie mani quindi si ordina con la app del momento e un immigrato senza nome, senza volto, senza dignitá, lo verrá a consegnare, senza essere degnato di uno sguardo perché in fondo é solo un ingranaggio del sistema.

Ma qualcosa sta cambiando, ogni giorno inizio a chiedermi: << Ma perché sto correndo? Dove sto andando? Ma per raggiungere cosa? Mentre sto correndo, senza guardarmi indietro e di lato, forse mi sto perdendo qualcosa che non potrá tornare? Forse sto calpestando qualcuno senza accorgermi? >>. Vivevo cosí perché la societá in cui sono cresciuta mi ha insegnato che era giusto cosí, ma io provavo la stessa sensazione di stomaco che si chiude, della prima volta che consapevolmente, ignorai lo sguardo di Fix, perché ormai ero troppo grande ed impegnata per giocare con lei.

Allora, un giorno, ho deciso di smettere di correre. Mi sono fermata, finalmente! Ho fatto quella che per molti sarebbe una involuzione, una sconfitta. Sono tornata alle origini, alla semplicitá, sono tornata a casa. All'assaporare le piccole cose, un abbraccio con mamma e papá, l 'odore di campagna, il tempo trascorso a pensare e non agire.